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TRACCE DI CUCINA di CALABRIA

STORIE DI VITA E DI CIBI

IL BLOG DI PINUCCIO ALIA

 

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Di certo aveva letto l’insegna “Locanda”  posta sulla strada Nazionale e seguite le indicazioni, alla porta si presentò dicendo “Principà c’è da mangiare?”
Era da solo. Lo accogliemmo come d’abitudine , l’accompagnammo al suo tavolo nella saletta nella quale sedevano già altri Ospiti. 
Come entrò si rese subito conto che non era il posto che  aveva immaginato che fosse.
Si guardò intorno con stupore ma  anche con ammirazione. Suppongo,
Ma non pensò nè disse  “scusate mi sono sbagliato, vado via”
Si sedette al tavolo assegnato, il cameriere gli servì con la Carta dei cibi anche un aperitivo di benvenuto. Continuò a guardarsi intorno , certamente spiava nei piatti serviti agli altri tavoli, e capì che doveva vivere questa avventura che il Destino gli aveva assegnato,
Fece finta di leggere il menù del giorno, ma lo chiuse immediatamente e disse a me che mi ero avvicinato per raccogliere la sua comanda:” Signò mittici tuttu quiddu chi ci vò”. 
Gli chiesi solo se gradiva mangiare come pietanza pesce o carne e mi rispose: “ fai tu”. 
 Notai che allargò la cintura dei pantaloni quasi a predisporsi ad  una avventura  non cercata.
 Capii immediatamente che avevo a che fare con “un cervello fine” e gli feci fare un grandissimo pranzo. Ordinai alla cucina un menù degustazione di pesce e lo accompagnai in un vortice di sapori che mi accorsi  e mi confermò fossero completamente nuovi per lui. Dopo un amuse bouche seguirono un antipasto ed un piatto di apertura che divorò.
Gli venne servito un primo piatto  di linguine integrali con alici, pomodoro e maggiorana  e  mi disse ammirato che mai gli era capitato di mangiare alici senza spine e così buone . 
Mi disse anche che lo avrebbe raccontato alla moglie.
La pietanza era costituita da gamberoni cotti al vapore serviti con una crema di peperoni rossi e di una verde che riconobbe immediatamente e capì persino che i peperoni erano semplicemente arrostiti e poi ridotti in crema. Fece anche la scarpetta ed il piatto ritornò in cucina come pulito.
Gustò  il formaggio e disse che era di grande  qualità,
Più volte incuriosito di capire chi fosse mi avvicinai al suo tavolo per scambiare qualche parola. Senza risultati, ma sempre ammirato della sua garbata intelligenza.
Gli venne servito un pre dessert, consumato il quale stava per  alzarsi;  il cameriere lo avvisò che la Cucina aveva pronto il dolce per lui e si fermò.
 Dopo averlo gustato venne accompagnato in salotto per il caffè. 
Chiese se avessimo avuto una sigaretta e capimmo che abitualmente non fumava.
Quella richiesta era per suggellare, come in un film,  l “evento” che aveva vissuto.
Mi avvicinai per offrirgli un rosolio che bevve d’un fiato .
Subito dopo mi porse il portafogli e con molto garbo mi disse di pagarmi. Suppongo non gli piacesse  sapere quanto avesse speso. Presi  la metà di quello che avrebbe dovuto pagare.
Salutò, soddisfatto, ed andò via . Tornò dopo cinque minuti , credo dopo aver controllato il portafogli, per ringraziarmi del prezzo speciale che si rendeva conto di avere pagato e per lasciare  una cospicua mancia per il servizio. Scusandosi per non averlo fatto prima.
E’ stato il miglior Ospite che mi è capitato di servire nella mia lunga vita di Oste e che ha regalato alla mia vita un grande insegnamento: “ mai ti manchi  l’animo di apprezzare,  tutto quello che la vita ti regala”.
Procuriamoci per quattro persone una trentina di fiori di zucchine e due  sole zucchine piccole e verdi.  Grattuggeremo le zucchine e recupereremo solo i petali ed i pistilli dei  fiori. 
Procuriamoci ancora due fette di pane cafone vecchio di qualche giorno, che priveremo della crosta e ridurremo a quadretti e per farli imbiondire li passeremo in una padella di ferro velata di olio di uliva 
Occorrono quattro pomodoro san marzano che tufferemo in acqua bollente  per spellarli.
Occorre uno spicchio di cipolla rossa perfettamente triturata.
In una pentola portiamo a  bollore meno di un litro di acqua.
Prepariamo la zuppa.
Veliamo una pentola capienta con un filo di olio di qualità. aggiungiamo la cipolla tritata e facciamola appassire, aggiungiamo i pomodoro spellati e ridotti a quadretti e dopo un solo minuto. l’acqua bollente. Facciamo andare per un solo minuto ed aggiungiamo le zucchine grattugiate. Dopo aver regolato la sapidità, cuociamo per cinque minuti con il coperchio.
Spegniamo la fiamma ed aggiungiamo i petali dei fiori di zucchine.
Dopo un minuto aggiungiamo quattro uova intere e facciamo in modo che si cuociano lentamente  con il calore della zuppa.
Prepariamo quattro  fondine. Sul fondo mettiamo il pane tostato, sopra un mestolo abbondante di zuppa e completiamo con un uovo recuperato  e con qualche fogliolina di maggiorana.
Godiamo del gioco delle consistenze di questa semplice ma raffinata zuppa contadina.
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rubrica d venerdì 30 giugno 2017